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Blog > 6 agosto 2019

Le virtù del lungo periodo e della pazienza


Nel sito della Yale University il Prof. Shiller raccoglie i dati fondamentali del mercato azionario statunitense a partire dal lontano 1872. Da questi dati è stato estrapolato il seguente grafico: i rendimenti "reali" anno per anno della borsa americana.

Si nota da subito che gli anni positivi (colonne verdi) sono molto più frequenti degli anni negativi (colonne rosse); infatti la media aritmetica di tutti i rendimenti è positiva in questi 146 anni ed è pari all'8,4%.

Vorrei però soffermarmi sugli anni negativi, quelli che mettono più ansia al risparmiatore. Gli anni negativi rappresentano solo il 31% del totale. Possiamo vedere dal grafico ben cinque episodi nei quali il mercato ha perso tra il -30% e il -40% in un singolo anno. L'ultimo episodio è nella mente della maggior parte di noi, perché è successo nel 2008 con la cosiddetta "Grande Recessione" scaturita dalla crisi dei mutui subprime.

Il finale del 2018 è stato movimentato (circa -16% in 20 giorni a dicembre) ed anche il mese di maggio 2019 è stato turbolento (-6,5%). Dopo un primo semestre 2019 scoppiettante, questi primi giorni di agosto ci ricordano che i mercati non vanno solo al rialzo. I singoli anni possono essere estremamente variabili.
Si passa da +53% fino a -37%.

Ma cosa succede se allunghiamo il nostro periodo di riferimento e calcoliamo i rendimenti su orizzonti di 5, 10 oppure 20 anni? La situazione cambia radicalmente e in meglio.

La prima immagine del grafico riprende quella già vista nell'immagine precedente: i rendimenti anno per anno della borsa USA. Si nota una certa presenza di colonne rosse, cioè di anni negativi.

La seconda immagine invece calcola i rendimenti della borsa per periodi consecutivi di 5 anni. Come si vede le colonne rosse diventano più rare e meno profonde. I dati si leggono sui box a destra: i rendimenti massimi e minimi si riducono, così come la media (average).

Nella terza immagine i periodi si allungano a 10 anni: le colonne rosse sono quasi scomparse. La perdita massima per il peggior sotto-periodo di 10 anni scende al -4,1%.

Nella quarta immagine i sotto-periodi sono di 20 anni: non c'è stato nella storia un solo evento negativo (attenzione: questo non significa che non possa accadere in futuro). L'investitore non ha mai perso soldi rimanendo investito per un periodo di 20 anni. Se pensiamo all'ultimo periodo (1998 - 2018) il risultato è notevole, perchè include lo scoppio della bolla internet, le Torri Gemelle e la Grande Recessione.

COSA SUCCEDE INVECE NELLA REALTÀ?


Nel mondo reale invece succede che gli investitori sono influenzati dalla psicologia e dalle emozioni (tipicamente euforia e panico) e perciò vendono mentre i mercati scendono e acquistano dopo che sono già saliti.

La società statunitense DALBAR calcola gli effetti delle decisioni degli investitori di comprare, vendere oppure passare da un fondo comune ad un altro su diversi orizzonti temporali. I risultati dimostrano che l'investitore medio guadagna meno (in alcuni casi molto meno) rispetto alla performance del fondo su cui investe, proprio a causa delle scelte di intervento sbagliate. Ad esempio DALBAR ha calcolato che nel 2018 l'investitore medio nei fondi comuni azionari statunitensi ha riportato una perdita del -9,42% rispetto ad una perdita dell'indice S&P500 del -4,38%.
 
 
 

UNO STUDIO SORPRENDENTE!


Tre fratelli investono ogni anno 10.000 dollari ciascuno nella borsa americana:

Jane investe azzeccando il minimo del mercato ogni anno
Jack investe in una data fissa convenzionale (il primo giorno dell'anno)
John, sfortunato, investe ogni anno sul massimo del mercato

 
I risultati complessivi di queste strategie sul lunghissimo periodo (40 anni) sono incredibili. I primi due fratelli ottengono risultati simili. Il terzo, quello sfortunato, guadagna di meno ma ottiene comunque un risultato di tutto rispetto.

Quali lezioni possiamo trarre da ciò che abbiamo letto finora?

Scegliere un buon mercato o una buona società su cui investire (negli esempi riportati l'indice S&P500)
Avere una strategia di investimento ben definita
Rimanere investiti per lungo tempo; non farsi prendere dall'euforia nei periodi buoni e non lasciarsi sopraffare dal panico nei momenti sfavorevoli
La conseguenza del market timing (cercare di entrare e uscire dai mercati):
a) nel migliore dei casi non è molto importante - l'esempio dei tre fratelli
b) nella quasi totalità dei casi è dannosa - ricerca DALBAR
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